MAH…UCCELLI!

Riscrittura drammaturgica ed allestitiva di “Uccelli” di Aristofane opera classicissima nella cui nostra operazione di rivisitazione la centralità dei personaggi di Pistetero ed Evelpide (protagonisti della storia) viene riscritta e la drammaturgia si sposta a ricercare ed individuare chi possano essere, nella modernità, le alternative creature volatili – i cosiddetti Uccelli appunto – immaginate dal drammaturgo greco del V° secolo a.C. Inoltre, nell’originale di Aristofane ad un certo punto Evelpide sparisce, forse semplicemente perché l’attore che lo interpretava doveva poi impegnarsi in alcuni degli altri ruoli da solista; nella nostra versione, invece, Evelpide continua ad essere presente, ideale contraltare e spalla di Pistetero, che sembra il decisore, l’uomo forte della situazione. “Uccelli”, poi, è uno di quei classici pieno di frecce e note sarcastiche che affondano nella cronaca dell’epoca in cui fu scritto, che risuonano con feroce attualità in camaleontico adattamento ai nostri difficili tempi. Perciò alla vicenda raccontata dal drammaturgo – che inizia con l’arrivo nella terra degli Uccelli di Pistetero ed Evelpide – abbiamo voluto dare un lungo prologo, che chiarisse, nella nostra versione, per quali ragioni i due arrivino lì e di cosa veramente siano in cerca. Giulio Pistetero e Stefano Evelpide, dipendenti di una ditta, attraverso una serie di brevi episodi che costellano una giornata come tante altre, e a seguito di un sogno, fatto una notte, che ha accomunato entrambi, decidono di partire alla volta della misteriosa comunità degli Uccelli, per dare senso ad un nuovo progetto di vita: la costruzione di una città che sfidi un mega centro commerciale in costruzione, lo Zeus e C. Ad interrompere “i lavori” ci penseranno una serie di personaggi al limite del grottesco, frutto più del sogno dei due protagonisti che dell’effettiva realtà delle cose. Il sogno di Pistetero ed Evelpide, che si conclude con un travolgimento da incubo che riporta all’inizio della vicenda, sembra però essersi incarnato nelle loro singole prospettive di vita.
Uno sguardo diverso alla fine li dovrà accompagnare, nell’accettazione di una diversità di vedute rispetto al tran tran cui ci sottopone, spesso senza che ce ne accorgiamo veramente, il tremendo quotidiano in cui siamo incasellati.

Lo spettacolo è andato in scena il 13 e 14 settembre 2023 al Centro Culturale “Fiorella Milan”, presso l’ex Oratorio di Santa Croce, Cesina delle Barbare in veste di saggio conclusivo delle allieve ed allievi del Corso di Formazione Teatrale Superiore per Adolescenti A.A. 2022/2023 per l’adattamento drammaturgico e il coordinamento di Andrea de Manincor.