PICCOLA CITTÀ

“La piccola città” o, come da nostro titolo, “Piccola città”, in originale “Our Town” (1938), è l’opera più famosa di uno dei più importanti romanzieri e drammaturghi americani del ‘900: Thornton Wilder, uomo dalla personalità e dall’esistenza solo apparentemente semplici, in realtà complessa figura di intellettuale e pensatore, pedagogo anche, per il quale i pilastri della riflessione furono, in generale, l’indagine sulla condizione umana, la religione, il senso proprio di un’esistenza divisa fra bene e male e del tempo.
Con “Piccola città” vinse uno tre Premi Pulitzer che gli furono conferiti in vita (gli altri due per “Il ponte di San Luis Rey”, romanzo, e per un’altra opera teatrale “La famiglia Antrobus”): in tre atti si dipana la vicenda di una minuscola (inventata) cittadina del New Hampshire, Grover’s Corners, di cui si seguono alcune trame familiari, in particolare quelle della famiglia Webb e della famiglia Gibbs, che finiscono per unirsi grazie al matrimonio dei due rampolli Emily e George.
Ma altri personaggi si muovono sulla scena, evocati in brevi e sapienti siparietti, commentati da quello che in Wilder è il personaggio del Direttore di Scena (sorta di Hinkfuss pirandelliano post-litteram) e che nella nostra messinscena invece viene recitato coralmente da più attori; siparietti che permettono di incrociare altre piccole storie, per restituire un affresco, anche in questo caso, di apparente semplicità: in realtà quello che Wilder ci vuole disegnare è una riflessione profonda sul senso del tempo che passa (come anche in un’altra sua opera memorabile “Lungo pranzo di Natale”), all’interno del quale tutto sembra muoversi con leggerezza o per piccoli spostamenti. Ma tra i confini di vita e morte che segnano l’esistenza umana c’è la più ampia vicenda dei sentimenti, che occupa quel tempo che è la vita e che, ambiguamente, si adagia in un limbo per poi staccarsi, talvolta dolorosamente, in maniera definitiva. Primo atto, Secondo Atto, Terzo Atto sono scanditi come se fossero Tre Età della vita, e di questa articolazione farà parte anche il pubblico, per lo scambio diretto che soprattutto i Direttori di Scena (a questo punto spiriti che aleggiano all’interno del testo) avranno con gli spettatori, quando agiranno fra loro. Un testo sorprendente, per chi non lo avesse mai visto rappresentato, un testo modernissimo che, nelle cadenze della chiacchiera, racconta la vita, bella e tragica, così com’è.

Lo spettacolo “AID-A CHI?” è andato in scena il 30 e 31 agosto presso l’ex Oratorio di Santa Croce, Cesina delle in veste di saggio conclusivo della Compagnia di Giovanil Incanto – Corso Avanzato di Recitazione per Giovani A.A. 2023/2024 con il coordinamento registico di Andrea de Manincor.